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Perchè usare questo termine?

Generalmente, parliamoci chiaro, molti medici soprattutto tendono ad utilizzarla a sproposito per diagnosticare tutto e il suo contrario. Inseriscono all’interno di queste due parole tutto ciò a cui non saprebbero dare una vera giustificazione logica. Ma perchè? Come mai tanta leggerezza? Possibile che abbiano con semplicità racchiuso tutti i sintomi all’interno di questa diagnosi?

Colon irritabile? Ecco cosa sapere...

La sindrome del “colon irritabile” o intestino irritabile è una diagnosi, che personalmente, consideriamo, come un grande contenitore generico all’interno del quale mettere tutta una serie di sintomi legati al colon e che spesso sono in contraddizione: 

  1. stipsi/stitichezza
  2. diarrea
  3. gonfiore addominale
  4. crampi e dolori
  5. meteorismo
Va da se che più del 75% della popolazione soffre quindi di colon irritabile. Inoltre questa diagnosi cosi semplicistica,  induce la persona a pensare che per questo tipo di disturbo o patologia indipendentemente dai sintomi ci sia un unica soluzione. Per quanto riguarda noi non è così. Quindi i tuoi sintomi ci danno spesso e volentieri motivazioni e percorsi differenti. Quindi Parliamo di Disturbi intestinali differenti all’interno di un “Colon già irritato”. Quali? 

in primo luogo il dolore...

In uno stato di Infiammazione in fase acuta il dolore è un’indicazione molto importante. Il tipo di dolore, lalocalizzazione, l’intensità la frequenza e la persistenza. In linea generale il dolore ( coliche intestinali) sono evidenti in presenza di gonfiore  ed indica il fatto che abbiamo aria nell’intestino. Questo è il problema più grande. Il nostro intestino non è fatto per stipare aria e soprattutto lo spazio che occupa gonfiandosi di aria lo sottrae ad altri organi. Generalmente il diaframma se l’aria rimane nel colon traverso, mal di schiena o di reni se invece nel tratto discendente. Negli uomini per esempio all’altezza del sigma crea problemi di prostata. 

Il nostro obiettivo, però non deve essere combattere il dolore ma combattere la cause del dolore. Il dolore è un segnale di qualcosa che non va come dovrebbe. Cosa potrebbe non andare come dovrebbe?

Stitichezza o Diarrea

Sono le due facce di un problema intestinale. Stitichezza: quindi feci dure, permanenza prolungata delle feci nell’intestino e quindi fermentazione più duratura. Si produce più gas perchè le feci continuano a rimanere nel colon. Il Gas di cattivo odore indica anche un  processo di putrefazione delle feci o comunque presenza di batteri da espellere.  Maggiore aria significa gonfiore e quindi meno spazio per il resto degli organi. Il cervello reagisce con il dolore. Indicando il problema. Diarrea: il corpo rileva la presenza di batteri nell’intestino o di sostanze che lo irritano ed avvia un processo di pulizia interna. Dal sistema linfatico viene richiamata acqua che viene, attraverso prima l’intestino tenue riversata nel colon. Il riversamento di acqua induce contrazioni intestinali, spasmi per contrarre il colon per l’evacuazione dell’agente patogeno. A volte altri elementi inducono questo processo, esempio la tempereratura esterna oppure la reazione all’ingerimento di qualche alimento. 

L'argomento meteorismo

Prima di passare alla definizione dei rimedi ai sintomi sopra indicati volevo chiarire alcuni concetti maturati con l’esperienza nei nostri centri. L’aria nell’intestino, al netto di problemi posturali ( lingua disfunzionale, o problemi alla masticazione) dipende dalla fermentazione di alcuni alimenti. Quindi è di natura alimentare il problema. Quindi un buon alimentarista insieme all’igienista intestinale non sarebbe male. 

ATTENZIONE: l’aria che produciamo non è tutta l’aria che abbiamo nel corpo. Quella che evacuiamo è solo quella parte che non ci sta. Quindi, soprattutto per il pubblico maschile, fare tanta aria non significa essere a posto.  Significa che quella che abbiamo non ce ne sta più dentro.
 Continuiamo a credere che togliere il problema aria significa prevenzione per prostata ed infarto. 

I Rimedi più conosciuti...

La Maggior parte dei disturbi intestinali si risolvono con un buon ciclo di pulizia intestinale, per eliminare scorie, residui non digeriti di cibo e calcare fecale. In secondo luogo una buona alimentazione secondo, nel nostro caso, le linee guida del Dott. Gandry. L’esclusione di motivazioni posturali. Ultimo ma non meno importante l’assimilazione di probiotici intestinali per riequilibrare il microbiota intestinale. Oggetto di un altro contenuto.